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C. 07/04/2005 n. 338MINISTERO dell'AMBIENTE e della TUTELA del TERRITORIO COMUNICATO Adeguamento-ampliamento dello stabilimento per il recupero di solventi da rifiuti speciali pericolosi e speciali non pericolosi in comune di Fidenza, presentato dalla società Solveko S.p.a., in Fidenza. Con il decreto n. 00338 del 7 aprile 2005 il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto con il Ministro per i beni e le attivita' culturali ha espresso giudizio di compatibilità ambientale positivo con prescrizioni in merito al progetto che prevede l'adeguamento-ampliamento dello stabilimento di recupero solventi da rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi prodotti da terzi, in comune di Fidenza (Parma), presentato dalla società Solvevo S.p.a., con sede in frazione Rimale, 59, Fidenza (Parma). Detto decreto VIA può essere impugnato nei modi e nei termini di cui alla legge 6 dicembre 1971, n. 1034 a decorrere dalla data della pubblicazione del presente estratto nella Gazzetta Ufficiale. Sono fatti salvi gli adempimenti di cui all'art. 11, comma 10, legge 24 novembre 2000, n. 340. MINISTERO dell'AMBIENTE e della TUTELA del TERRITORIO di concerto con il MINISTRO per i BENI e le ATTIVITA’ CULTURALI -Visto l'art. 6, comma 2 e seguenti, della legge 8 luglio 1986 n. 349; -Visto il D.P.C.M. del 10 agosto 1988, n. 377; - Visto il D.P.C.M. del 27 dicembre 1988, concernente "Norme tecniche per la redazione degli studi d’impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità di cui all'art. 6 della legge 8 luglio 1986, n. 349, adottate ai sensi dell'art. 3 del D.P.C.M. del 10 agosto 1988, n. 377"; -Visto l'art. 18, comma 5, della legge 11 marzo 1988, n. 67; che dispone l’istituzione della Commissione per le valutazioni dell'impatto ambientale; -Visto il decreto legge 4 novembre 2003, n. 315, convertito con modificazioni con la legge 16 gennaio 2004, n. 5 recante disposizioni urgenti in tema di composizione della Commissione per le valutazioni dell'impatto ambientale ed il D.P.C.M. del 23.1.2004 con cui è stata ricostituita la predetta Commissione; -Vista l’istanza di pronuncia di compatibilità ambientale presentata in data 18 dicembre 2002 dalla Società Solveko S.p.A. sede legale in Via Frazione Rimale, 59 in Comune di Fidenza (PR) e acquisita dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio in data 30 dicembre 2002, n. prot. 14313/VIA/A.O.13.i., relativa al progetto di adeguamento/ampliamento dello stabilimento per il recupero di solventi da rifiuti speciali pericolosi e speciali non pericolosi prodotti da terzi, in Comune di Fidenza (PR); e che la Società ha provveduto in data 18.12.02 alla pubblicazione sui quotidiani “La Repubblica” e “La Repubblica - pagina regionale” dell’avviso al pubblico per l’eventuale consultazione e formulazione di osservazioni; e che la Società ha provveduto in data 18.01.03 alla ripubblicazione sui quotidiani “La Repubblica” e “Il resto del Carlino - edizione regionale Emilia Romagna -Marche” dell’avviso al pubblico per l’eventuale consultazione e formulazione di osservazioni; -Vista la documentazione progettuale, lo Studio di Impatto Ambientale, la documentazione integrativa richiesta nel corso dell’istruttoria della Commissione per la valutazione dell’impatto ambientale inoltrata dal proponente in data 15.10.2003 acquisita con n. prot. 12025/VIA del 20.10.2003 nonché l’errata corrige della documentazione del 15.10.2003 inviata in data 14.11.2003 acquisita con n. prot. 13450/VIA del 19.11.2003 e l’ulteriore documentazione inviata in data 16.12.2003 acquisita con n. prot. 14882/VIA del 22.12.2003; - Vista la documentazione integrativa per la valutazione dell’impatto ambientale inoltrata dal comune di Fidenza acquisita con n. prot. 12795/VIA del 05.11.2003 in merito ai vincoli relativi ai prelievi idrici di falda; -Visto il parere n. 596 favorevole con prescrizioni emesso in data 08.07.04 dalla Commissione per le valutazioni dell'impatto ambientale a seguito dell'istruttoria sul progetto presentato dalla Società; - Considerato che nel suddetto parere n. 596 del 08.07.2004 la Commissione ha preso atto che: -le caratteristiche generali dell’opera dichiarate dal proponente riguardano l’adeguamento ed ampliamento dell’impianto esistente mediante: - la realizzazione di un impianto per lo svuotamento in sicurezza ambientale dei contenitori metallici dei rifiuti e la successiva triturazione dei fusti vuoti da realizzarsi in un capannone di nuova costruzione; - l’installazione di una centrifuga per la separazione di fanghi e morchie contenuti nei rifiuti da sottoporre a trattamento di rigenerazione e recupero; - l’adozione di un impianto di raffreddamento dei prodotti distillati mediante ventilatori a pale variabili in movimento in luogo del sistema attualmente in vigore che impiega acqua prelevata da pozzi; -l’abbattimento delle sostanze organiche volatili (SOV) contenute nei prodotti distillati attraverso un impianto di tipo criogenico; - opere varie complementari; - l’attività dell’impianto esistente SOLVEKO è attualmente autorizzato dalla Provincia di Parma, con determina n° 1542 del 30 aprile 2003 e per un quantitativo annuo da trattare di 10.000 tonnellate, al trattamento dei rifiuti speciali non pericolosi e speciali pericolosi (ex RTN) - attraverso il procedimento di raggruppamento preliminare individuato dai codici D13, D14, D15 e le operazioni di smaltimento e recupero solventi di cui ai codici R2 e R13, previsti negli allegati B e C al D.Lgs 22/97 provenienti principalmente da: -rifiuti di processi chimici organici e cioè: - rifiuti speciali pericolosi come da codici CER indicati negli atti autorizzativi, compresi i fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti diversi da quelli contenenti sostanze pericolose ed esclusi i rifiuti non specificati altrimenti (rifiuti da produzione, formulazione, fornitura ed uso (PFFU) di prodotti chimici organici di base; -di plastiche, gomme sintetiche e fibre artificiali; di coloranti e pigmenti organici; di prodotti fitosanitari, agenti conservativi del legno ed altri bioacidi organici; -di prodotti farmaceutici; -di grassi, lubrificanti, saponi detergenti, disinfettanti e cosmetici; -di chimica fine; - rifiuti, come da codici CER indicati negli atti autorizzativi, della PFFU di rivestimenti; -di inchiostri per stampa; -di adesivi e sigillanti, rifiuti dell’ industria fotografica; -e solventi organici refrigeranti e propellenti di scarto; -VALUTATO sulla base del predetto parere della Commissione per le valutazioni d’impatto ambientale che: -Per quanto attiene il Quadro Programmatico: - Sulla base dei contenuti dello studio di impatto ambientale e delle integrazioni successivamente pervenute: - gli obiettivi che il progetto persegue risultano in linea con gli indirizzi contenuti nel D.Lgs. 05.02.1997 n. 22, che disciplina la gestione dei rifiuti, attività considerata di pubblico interesse finalizzata ad assicurare una elevata protezione ambientale; -una corretta gestione dei rifiuti favorisce la riduzione dello smaltimento finale attraverso il recupero di materia prima da reimpiegare, operazione considerata preferibile rispetto ad altre forme di recupero; - la gestione dei rifiuti speciali registra un continuo aumento nella quantità di rifiuti avviati al recupero (passata dal 26% del 1997 al 36% del 1998 ed al 43% del 1999 come risulta dal rapporto rifiuti 2002); - fra i rifiuti pericolosi suddivisi per classe CER, quelli che hanno maggior incidenza rientrano nella classe relativa alla produzione dell’industria chimica e farmaceutica; -la Regione Emilia Romagna risulta carente riguardo ai processi di avvio al recupero dei rifiuti speciali pericolosi rispetto alla quantità di rifiuti avviati al recupero di materia; - lo stabilimento di cui trattasi ricade in area destinata ad attività industriali del Comune di Fidenza (PR) e svolge attività di rigenerazione e recupero di solventi destinati al mercato; -i residui della lavorazione vengono conferiti ad impianti autorizzati allo smaltimento dei rifiuti; -i proposti interventi ricadono all’interno dell’esistente stabilimento Solveko che è ubicato in zona industriale-artigianale del Comune di Fidenza, tranne una porzione del previsto ampliamento che, ricadendo in zona agricola, va stralciata dal progetto. -Per quanto attiene il Quadro Progettuale: - Sulla base dei contenuti dello studio di impatto ambientale e delle integrazioni successivamente pervenute: - gli interventi di ampliamento ed adeguamento dell’impianto previsti in progetto e collegati ad una richiesta di aumento dell’attività di trattamento dalle attuali 10.000 t/anno a 30000 t/anno comportano innovazioni tecnologiche nel processo produttivo volte a limitare le emissioni in atmosfera delle sostanze organiche volatili (SOV) che sono causa di inquinamento dell’atmosfera; -le innovazioni più significative riguardano: -l’impianto di separazione dei sedimenti (morchie) contenuti nei rifiuti al fine di migliorare la qualità dei prodotti da trattare avviati alle colonne di distillazione; -lo svuotamento in automatico dei fusti, che verrà effettuato in un ambiente ricavato in un nuovo capannone tenuto in depressione; - eventuali odori o gas emessi durante l’apertura e svuotamento dei fusti stessi saranno intercettati da una cappa di estrazione ed inviati ad un impianto di trattamento a carboni attivi; -lo scambio termico fra fase vapore e fase liquida nelle colonne di distillazione, che avverrà tramite aereoscambiatori in sostituzione degli attuali scambiatori ad acqua; -l’abbattimento dei solventi contenuti nelle emissioni gassose residue delle colonne di distillazione e dei serbatoi, che sarà realizzato con impianto criogenico la cui tecnologia, scelta fra le più importanti applicabili al riguardo, risulta semplice, flessibile, compatibile a livello ambientale per impiegare azoto liquido in grado di abbattere tutti i tipi di solventi alle diverse temperature d’esercizio; - lo stoccaggio dei reflui da trattare e dei prodotti della distillazione, previsto in fusti di acciaio al carbonio posti fuori terra in apposite vasche; - per quanto riguarda lo stato futuro, l’impiego di moderne tecnologie previsto negli adeguamenti impiantistici prescelti -l’abbattimento dei composti organici volatili con impianto del tipo criogenico completato da finissaggio con carboni attivi, il sistema di raffreddamento ad aria, l’impianto di disinfustazione e trattamento morchie in ambiente chiuso e depresso con aspirazione e filtrazione delle sostanze volatili - comporterà, secondo il SIA, un miglioramento significativo delle condizioni ambientali rispetto alla stato attuale in relazione, soprattutto, alle componenti ambiente idrico, rumore, atmosfera, suolo e sottosuolo; - la suddivisione dell’area dell’impianto in zone distinte munite di vasche a tenuta stagna servite da una rete di raccolta di eventuali sostanze disperse separata dalla rete di raccolta delle acque di prima pioggia possono considerarsi valide misure di salvaguardia nei confronti dell’ambiente idrico, suolo e sottosuolo mentre è opportuno migliorare il grado di impermeabilità dell’esistente pavimentazione dei piazzali dello stabilimento; - per gli usi igienici e d’innaffiamento dovrà provvedersi mediante altre fonti di approvvigionamento a seguito della chiusura del pozzo - disposta dal Comune di Fidenza -dopo l’avvenuta sostituzione dell’attuale impianto di raffreddamento con aereoscambiatori; - oltre alle procedure gestionali di cui è dotata, la ditta SOLVEKO ha predisposto un Piano di emergenza interno per affrontare situazioni impreviste determinate da eventuali sversamenti accidentali di sostanze inquinanti durante le varie operazioni di manipolazione delle sostanze stesse ed in varie situazioni meteo-climatiche; -nel progetto di adeguamento/ampliamento è prevista la sostituzione degli attuali serbatoi interrati con serbatoi fuori terra disposti su una platea munita di un sistema di raccolta di eventuali sostanze inquinanti disperse; -lo stabilimento Solveko, secondo il SIA, non risulta soggetto agli obblighi di cui all’art. 5, comma b) del D.L.vo 334/99 in quanto non è autorizzato a detenere sostanze inserite in detto decreto; non risulta nemmeno soggetto agli obblighi di cui agli art. 6 e 7 del citato decreto in quanto nel SIA si prevede di detenere una quantità di sostanze in misura inferiore a quella riportata nella colonna 2 dell’allegato i - parte 2° - al decreto stesso. Per quanto attiene il Quadro Ambientale: |
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